Perché?/About

Piuttosto che stare a casa a non fare niente è uno stage non retribuito di formazione professionale. Per maggiori informazioni vi rimando a spiegazioni.

Piuttosto che stare a casa a non fare niente è anche il progetto narrativo di Anna e nasce nel 2011, con un altro nome, per poi venire dimenticato dopo pochissimo tempo. Ripreso in mano nell’estate del 2012, cambia il suo nome di battesimo e diventa quello che potete vedere voi stessi.

Per qualche tempo, Piuttosto che stare a casa a non fare niente, ha ospitato la pubblicazione di brevi resoconti di viaggio (e non solo) di una Romagnola DOC con la passione per ciò che sta fuori dall’Italia (ma non solo).

Precaria sia per scelta sia per condizione, ho viaggiato dal 2012 al 2014 e, tornata in Italia a metà 2014, ho realizzato che:

  • la vita “oltre”, fuori dall’Italia era sempre lì ad aspettarmi e – prima o poi – mi sarei riconciliata con il mio animo viaggiatore;
  • l’Italia, dopo tanti anni, è stata capace di accogliermi di nuovo e di darmi degli obiettivi personali e lavorativi che, per un po’ di tempo, ho portato avanti con dedizione ma senza lasciare che il buon vino e il clima potessero incantare il nomadismo che è in me.

A fine 2017 ho deciso di riprendere in mano questi due pensieri e di agire. Ho lasciato nuovamente l’Italia e sono tornata alle origini: il viaggio.

Piuttosto che stare a casa a non fare niente continua quindi a non pretende di essere il manifesto di una generazione di giovani italiani che, barcamenandosi tra precariato, lavori sotto pagati, in nero o a tempo determinato, decidono piuttosto di cogliere la palla al balzo e scappare dall’Italia, concedersi un lungo viaggio, trovare un lavoro qualunque, innamorarsi, sposarsi, divorziare, fare figli, mollare tutto o decidere di non tornare mai più. È piuttosto la mia esperienza di vita in un’Italia e in un Mondo che, a quanto pare, ancora non mi ha mostrato il MIO posto e allora io ho deciso che me lo vado a cercare da sola e che che continuerò a cercarlo finché – come sostiene uno dei miei scrittori preferiti – “non avrò trovato un buon posto dove appendere il cappello”.

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