L’anno che aspettavo: 2019 battezzato come l’anno del turismo lento

Proprio ieri sera sono finita nel sito web del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e ho notato, con piacere, che il 2019 è stato eletto dal politico Franceschini ‘l’anno del turismo lento’.

“Il 2019 Anno del turismo lento sarà un ulteriore modo – aggiunge Franceschini – per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative, dai treni storici a alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo. Investire sul turismo sostenibile – ha concluso Franceschini – è una strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà. Una strategia fondamentale per governare la crescita dei flussi turistici che ci attendiamo per i prossimi anni”.

La notizia mi ha fatto piacere per due motivi.

Il primo è legato al fatto che, con buone probabilità, dopo un anno di viaggi, sarò un po’ sedentaria e lo sarò molto probabilmente in Italia. Perciò, quale migliore occasione per esplorare con calma e pazienza alcune delle località meno note del mio Paese a passo di bici, di treno, di mulo o di scarpa da trekking?

Il secondo è perché mi ha dato lo spunto per riflettere sul significato di viaggio lento, ma, soprattutto, della mia esperienza di “slow travel” e dei suoi benefici.

Viaggiare lentamente è più economico

I mezzi di trasporto, la maggior parte delle volte (anche se non è una verità insindacabile), sono la parte più cara di un viaggio, specialmente perché spesso si ha la necessità di prendere voli aerei per risparmiare tempo o taxi/mezzi privati.

Al contrario, decidendo di viaggiare lentamente, i mezzi di trasporto non diventano più un “problema di budget” e, anzi, danno spazio al magico mondo dell’autostop (una maniera meravigliosa di viaggiare per chi ha desiderio di entrare in contatto con le persone) o dei treni/bus/taxi collettivi/etc., mezzi di trasporto più lenti e quindi, solitamente, più economici.

Frecce gialle sul Cammino di Santiago

Avere tempo a disposizione significa relax

Ok, so che questo sembra un po’ “aver scoperto l’acqua calda” ma, non è esattamente così.

Quante volte vi è capitato di partire per un viaggio ed avere quell’oppressione da “voglio vedere tutto e fare tutto” oppure avere tempo a disposizione ma sentirsi in colpa perché si ha l’impressione di “buttare via il tempo andando troppo lentamente”?

Viaggiare lentamente è sempre un compromesso con sé stessi perché dà sì spazio ai momenti o alle giornate di ozio estremo o di riposo, come ad esempio rimanere tutto il giorno in ostello a guardare un film, chiacchierare con altri viaggiatori, leggere o dormire, ma ci mette anche anche nella condizione di saper accettare che siamo in un Paese straniero, in cui forse non torneremo mai più, ma che non importa se non ci affanniamo per fare i turisti e meritarci quindi la permanenza perché l’esperienza di viaggio, di viaggio lento, non è solo vedere, provare o fare, ma spesso è tutto quello che facciamo nelle pause dall’attività prettamente turistica.

Lo slow travel è il modo migliore per trovare i cammini meno battuti

Non c’è viaggiatore che non si rechi in un Paese straniero e che non voglia fare “cose non turistiche”. Tutti siamo “fissati” dal voler fare le cose più improbabili o vedere i luoghi meno battuti perché sennò a volte abbiamo l’impressione di appartenere troppo alla “massa” e non distinguerci abbastanza.

Al di là di tutto ciò, un concetto che ho spesso analizzato anche io nei miei viaggi e che credo di aver abbandonato perché, dopo tutto, anche se mi sento più viaggiatrice che turista sono pur sempre una straniera a casa d’altri, è innegabile che uno dei maggiori vantaggi dello slow travel sia proprio quello di avere il tempo per scoprire sentieri meno trafficati o avere anche solo il tempo di andare a controllare che succede nel villaggio a cui quasi nessuno dedica più di qualche ora perché, molto semplicemente, si ha il tempo per farlo!

Viaggiare lentamente significa anche, e soprattutto, concedersi un po’ di tempo per parlare con la gente del luogo, farsi consigliare o persino farsi accompagnare o portare in luoghi sconosciuti o semi-sconosciuti che forse non potranno essere la vostra foto migliore su Instagram ma che vi doneranno di sicuro un ricordo migliore di 100 cuoricini sui social.

Sostenibilità e salute, due cardini del viaggio lento

Certamente si tratta inoltre di un modo di viaggiare più salutare e sano.

Lo slow travel è fatto di lunghe camminate o pedalate, perfette per l’umore, per rilassarsi e per godere della natura che ci circonda. Non c’è niente di meglio che una passeggiata in una capitale d’Europa o in una riserva naturale in Sud America o, perché no, in un parco in una città affollata dell’India (difficile da credere ma ci sono anche i parchi in questa parte di Mondo) per risollevare il vostro umore.

Viaggiando lentamente si riesce da apprezzare tutto di più. Un odore, un raggio di sole al momento giusto, un alito di vento nella calura, una scena di bambini che giocano o anche solo la presenza e la compagnia degli animali. Inoltre, viaggiando in maniera lenta e sostenibile potrai certamente aiutare piccole aziende locali ed evitare le grandi agenzie o destinazioni turistiche, come ho scoperto durante il Cammino di Santiago, l’Annapurna Circuit, la Corsica in bicicletta o nel trekking del Quilotoa in Ecuador.

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