6 giorni alle Maldive

Sì, una pausa dall’India ci voleva!

Volo alle Maldive con 60 euro solo andata (più volo interno A/R di circa 120 euro per raggiungere il mio atollo) e passo tutta la durata del volo interno (30 minuti circa) come una giapponese impazzita a fotografare agli atolli sotto di me mentre muoio di paura per le turbolenze (odio volare) e, appena metto piede sull’atollo, capisco di essere in una dimensione parallela.

Scelgo Baa Atoll, meno inflazionato e più local (niente resort), con una manciata di guesthouse e un solo hotel. Un piccolo aeroporto, un porticciolo che sembra una piscina e tre ristoranti in tutto (quattro a dire il vero, uno aprirà a giugno pare). Un solo ATM, qualche minimarket con beni di prima necessità e una spiaggia, con la barriera corallina a un passo dall’entrata in acqua.

Un atollo di circa 1000 abitanti dove il tempo scorre lento, dove al venerdì i locali si radunano per pregare alla moschea e dove bambini giocano per strade non asfaltate. Una scuola, un piccolo ospedale e le case. Le auto sono praticamente assenti e la gente va in giro in bicicletta o con lo scooter. L’atollo avrà una ampiezza di poco più di un chilometro e percorrerlo da un capo all’altro a piedi porta via sì e no 12 o 15 minuti.

In spiaggia non ci sono quasi turisti, l’isola è poco rinomata, e lo stato di emergenza dichiarato dal Governo delle Maldive qualche settimana fa ha causato diverse cancellazioni. Le acque sono tranquille e, nonostante qua e là ci sia qualche detrito dovuto alle piogge forti che ogni tanto possono abbattersi su queste isole o residui di spazzatura portata dalle onde (qualche bottiglia di plastica o pezzi di galleggianti), la spiaggia è piuttosto pulita e incredibilmente tranquilla.

La mia prima notte sull’isola dormo un sonno profondo, ristoratore e silenzioso, tanto che al mattino mi pare quasi di avere la sensazione surreale di non ricordami nemmeno che “rumore ha il silenzio”, dopo settimane di caos, voci e clacson.

Mi concedo un paio di escursioni per ammirare il mondo sottomarino che tanto mi affascina e le famose Sand Banks. Tartarughe, polipi, branchi di pesci dal colore blu intenso, giallo o dalle striature bizzarre, delfini, mante e stelle marine. La barriera è ovunque e piena di fauna, da passarci le ore.

Scandisco le giornate al ritmo di giorno e notte, cullata dalle onde, dalle amache sulla spiaggia, dalla brezza marina e dai miei pensieri di questi 67 giorni di viaggio trascorsi a migliaia di chilometri di distanza dalla mia terra.

Inizio le mie giornate con le albe sul mare e le concludo con i miei adorati tramonti, eccezionali e capaci di sprigionare la drammaticità tipica dei calar del sole sulle acque, un rito giornaliero che non manco nemmeno una sera, neanche l’ultima, quando il cielo sembra infuocarsi per un ultimo saluto struggente.

Ciao Baa Atoll, spero di rivederti presto.

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