Cinque cose che ho imparato viaggiando

Wanderlust

Tempo di bilanci? No, piuttosto, tempo di liste. La motivazione è solo una: da qualche tempo, curo una sorta di rubrica del tipo “le 10 cose che devi assolutamente sapere” o “i 10 bla bla bla più belli di sempre” e lo “strumento lista” è ufficialmente diventato parte del mio inconscio e subconscio. Insomma, da anni abituata a fare liste senza mai portare a termine niente, ecco che mi lancio in una lista che è facile perché si è già compiuta. Tiè.

Ecco le cinque cose che ho imparato viaggiando (da sola e non):

1. Scegliere attentamente i compagni di viaggio è più importante della meta. I tuoi amici o compagni estemporanei di viaggio possono rendere la tua vacanza o viaggio un inferno o, al contrario, renderla/o unico. Scava nel profondo non del tuo cuore ma della tua mente e immagina di dover dormire abbracciato a Tizio-Caio-Sempronio per un mese, solo così potrai capire quanto vorresti viaggiare con lui/lei o meno.

2. Viaggiare migliora le lingue. Ho vissuto per un anno in Australia, dove ho migliorato il mio inglese notevolmente, ma – se dovessi dire dove ho imparato a dialogare – direi, di sicuro, il Sud Est Asiatico. Solo incontrando viaggiatori di diverse nazionalità ho avuto modo di avviare conversazioni che esulavano dal “What can I bring you?” al ristorante o “Excuse me, this is the bus number 10?” e, inoltre, fatevi amici i nord europei, solo da loro potrete imparare velocemente e in maniera comprensibile.

3. Il tempo è relativo. A meno che non si abbiano delle scadenze, un volo di andata ad esempio o solo due settimane di ferie, “tutto vale la pena”. Questo significa che se avete voglia di farvi 20 ore di bus per stare in una località 24 ore, fatelo! Il viaggio è l’importante, la destinazione anche ma sarà esattamente “il come” arrivate in un punto che vi darà soddisfazione e proprio l’averlo fatto che ne sia poi valsa la pena ciò che vi riempirà di gioia. Guidare 10 ore per restare in Francia meno di 48? Fidatevi, ne vale la pena, solo chi ha mancanza di curiosità si lascia avvilire dal tempo.

4. I soldi non sono importanti. Per viaggiare e farlo bene, non sono necessari molti soldi ma un po’ di organizzazione, forza di volontà e tanto tantissimo spirito d’adattamento. I progetti di volontariato all’estero in cambio di vitto ed alloggio sono moltissimi e, tra l’altro, mai pensato di trovare un lavoro in loco? A me è capitato che mi venisse offerto un lavoro su un’isola caraibica, perché ho rifiutato? Perché il mondo è troppo bello per fermarsi in un solo luogo.

5. Parlare con gli altri, oltre che essere un buon passatempo, è un’utile mezzo di conoscenza. Non lasciate che sia Lonely Planet a decidere il vostro itinerario, fate che sia il caso. Mi è capitato di visitare luoghi solo perché avevo avuto una conversazione a colazione o perché un locale mi ha nominato un posto invece di un altro che stavo cercando. Fidatevi del caso, è lui il vero protettore dei viaggiatori.

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