Quando le tue scarpe sono più importanti del tuo cellulare

Possiedo un paio di scarpe, ALL STAR bianche, che – dopo più di un anno di viaggio e di vita in Australia – sono logore, consumate fino all’osso, o meglio, fino alla gomma, e piene di buchi, ma per me sono come l’ultimo paio di scarpe alla moda che ognuno di voi pagherebbe anche più di cento euro. Ogni giorno, quando le guardo con amore, mi riprometto di buttarle via, di lasciarle andare e di separarmi da loro ma, puntualmente, non riesco a separarmene.

Perché?

Perché queste scarpe mi hanno accompagnata così lontano e sono state le compagne di viaggio del mio ultimo incredibile anno e se dovessi scegliere se portare per sempre con me le mie ultra-consumate scarpe o il mio smartphone (non di ultima generazione ma comunque più in forma delle suddette ALL STAR), non avrei nessun dubbio, sceglierei le scarpe.

Le mi scarpe bucate.

Quando si viaggia per tanto tempo ci si affeziona non solo alle persone, ai luoghi, al cibo, a una bevuta o a una luce particolare, magari alle prime ore del mattino o alle ultime del giorno, ma anche a certi oggetti e, normalmente, non è di oggetti costosi che ci si innamora.

Quando prendo in mano il mio smartphone SAMSUNG, per controllare l’ora o spegnere la sveglia, non provo assolutamente nulla, il mio cellulare è uno tra i tanti; ma quando indosso le mie scarpe bucate e sporche mi ricordo di ogni luogo in cui mi hanno portata e dei sentieri, strade, autostrade, autobus, treni, aerei, barche e spiagge che ho camminato insieme a loro e non posso fare a meno di sorridere mentre le guardo disfarsi ogni giorno di più.

Ricordo del ragazzo francese in stanza con me nell’ostello di Kuala Lumpur che si offrì di comprarmi un altro paio di scarpe al mercato perché le mie erano da buttare. Ricordo i chilometri percorsi in Australia alla ricerca di lavoro e quelli viaggiati in furgone. Ricordo di quando ho scalato montagne, colline, sentieri sassosi e attraversato fiumi in Nuova Zelanda con loro ai miei piedi. Ricordo le motociclette che ho guidato per la Cambogia, il Laos e il Vietnam e, ogni volta che cerco di pulirle dalla sabbia o dalla polvere, ripenso alle spiagge della Cambogia, alle strade polverose del Laos, ai viottoli delle frenetiche città vietnamite, alle piogge della Malesia, alle pulitissime “avenue” di Singapore e, infine, alle paradisiache spiagge della Thailandia.

Sì, regalerei seduta stante il mio cellulare a uno sconosciuto ma non potrei abbandonare con altrettanta facilità le mie scarpe bucate, sporche e non volute da nessuno se non da me.

Le mie scarpe ALL STAR

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