Dalla Malesia alla Cambogia passando per la Tailandia: border crossing Aranyaprathet – Poipet

Una volta lasciata Langkawi, in Malesia, ho ben deciso di attraversare la Tailandia, passando da Bangkok, e recarmi direttamente al confine con la Cambogia per passare il confine tra le città di Aranyaprathet (Tailandia) e Poipet (Cambogia).

“Perché non hai preso un volo?” vi chiederete voi, perché, punto primo, un volo mi sarebbe costato il doppio e, punto secondo, volevo attarversare il confine ed entrare in Cambogia direttamente via terra. Una cosa da turisti? Forse sì, ma il viaggio, le tantissime ore sul bus, la gente che non parla inglese e la confusione al vallico di frontiera, sono un’esperienza che dimenticherò difficilmente, soprattutto perché dà ai viaggiatori la misura della corruzione e dello sfruttamento dei turisti che la Cambogia pare avere insita nel suo DNA.

Partendo da Langkawi, sono stata prelavata da un taxi alle 11.30 del mattino per recarmi al porto dove un traghetto veloce mi avrebbe portata a Satun, città tailandese al confine con la Malesia e da dove avrei preso un bus notturno che, partendo alle 16.00, sarebbe arrivato a Bangkok intorno alle 5.00 – 6.00 del mattino seguente. Arrivati al porto di Satun bisogna poi prendere un taxi o un tuk-tuk, famosi taxi a tre ruote fortemente utilizzati in quasi tutto il Sud Est Asiatico e di cui bisogna far presto la conoscenza, soprattutto a livello di contrattazione prezzi, che porti alla stazione dei bus e cominciare il lunghissimo viaggio nel bus fino a Bangkok. Devo dire che questo viaggio me lo sarei aspettatto peggiore ma, a dire la verità, una volta che si riesce ad addormentarsi, superate le prime ore, ci si risveglia, indolenziti e con qualche dolore, ma a pochi chilometri da Bangkok. Io ho scelto di scendere alla stazione di Mo Chit, la stazione nord di Bangkok, e dalla quale ho poi preso un secondo bus che mi ha portata fino al confine con la Cambogia, nella città di Aranyaprathet. Il costo del bus da Mo Chit a Aranyprathet è di 234 THB (poco più di 5 euro) e impiega circa cinque ore ad arrivare a destinazione, meno se il traffico non è congestionato o di più se c’è molto traffico.

Sul secondo bus ho poi cercato di fare amicizia con gli altri viaggiatori, cosa che consiglio a tutti di fare, perché – una volta passato il confine con la Cambogia – tutti i mezzi di trasporto che vi verrà consigliato di prendere sono stati pensati ed organizzati apposta per farvi spendere più soldi, utilizzare i tuk-tuk o impiegare ore e ore inutili di viaggio in bus, per cui, se incontrerete altri viaggiatori, potrete dividere un taxi che per 10-12 dollari a testa vi porterà a Siem Reap o, se riuscirete a convincere il tassista, persino al vostro ostello-guesthouse.

Siem Reap è la città dove tutti decidono di recarsi una volta passato il confine perché soggiornare a Poipet significa voler stare in una città dallo squallore infinito e piena di Casinò o bordelli. Inoltre, se starete a Siem Reap, sarete vicini ad Angkor Wat, il famoso complesso di templii che, una volta in Cambogia, non si può fare a meno di visitare.

Per passare il confine con la Cambogia ed ottenere il visto cambogiano (30 giorni) all’arrivo dovrete, in sequenza, fare così:

1. Passare il confine dalla parte della Tailandia. Facile. Otterrete un timbro sul vostro passaporto che dice che siete partiti dalla Tailandia e che è tutto ok. Esattamente come tra Malesia e Tailandia, passare il confine è facile è veloce. Timbro da un lato, timbro dall’altro, ed è fatta.

2. Camminare fino a quando non vedrete un arco in pietra con scritto “Regno della Cambogia” in inglese e, ESATTAMENTE, sotto l’arco, sulla vostra destra, vedrete un “ufficio” in cui impiegati-guardie urlanti vi chiederanno di compilare un foglio per ottenere il visto e dare loro 20 dollari. Portate con voi una fototessera formato passaporto da applicare sul visto. In mancanza di essa otterrete lo stesso il visto ma forse dovrete pagare qualche THB i più. Una volta compilato il formulario e consegnato il passaporto, l’impiegato vi chiederà 100 THB (poco più di due euro) e, se chiederete perché, vi verrà semplicemente ripetuto, più e più volte, che dovete pagare 100 THB senza nessuna spiegazione. Non vi daranno nessuna spiegazione perché non è legale. Il sistema è corrotto e, per ogni turista, questi filibustieri incassano 100 THB gratuitamente. Personalmente ho scelto di consegnare questi 100 THB e non “litigare” perché mi era stato detto che, a volte, se gli impiegati della frontiera si indispettiscono, possono decidere di farti pagare persino di più o farti aspettare ore ed ore alla frontiera. Quando stavo aspettando che il mio passaporto fosse pronto, ho notato una coppia di russi che, parlando animatamente con gli impiegati della frontiera, ripeteva più e più volte che il costo è di 20 dollari e che non è menzionato l’obbligo di dare anche 100 THB. In questo modo, credo, sono riusciti a non pagare questi 100 THB che, a conti fatti, non sono niente ma, se si vuole combattere il principio che sta alla base della corruzione, si può provare questa impresa a proprio rischio e pericolo.

3. Una volta ottenuto il visto, mettetevi in fila alla frontiera per far timbrare il vostro passaporto e lasciare le vostre impronte digitali. I cambogiani alla frontiera non sono né simpatici né gentili, non aspettatevi sorrisi. Tutto si svolgerà molto seriamente e cupamente.

4. Passata la frontiera ed ottenuto il timbro (controllate sempre che sia tutto ok), cercheranno di infilarvi su un bus che vi porterà a una stazione dei bus dove potrete prendere un altro bus che vi porterà in un punto della città di Siemp Reap e da lì sarete obbligati a prendere un tuk-tuk. Perciò, cercate di dividere un taxi con altri viaggiatori e riuscirete a raggiungere la città di Siem Reap in meno di due ore e comodamente. CONTRATTARE È UN OBBLIGO.

5. Nel mio caso, il tassista ha lasciato me e i miei due amici nelle mani di due tuk-tuk che ci hanno poi portato gratuitamente al nostro ostello, non assicuro che possa andare sempre così.

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