Perth: last night down under e la commozione dei calzini sporchi

Ci siamo, domani sera lascerò (definitivamente) l’Australia e partirò per il Sud Est Asiatico.

Non so quanto starò in viaggio, che paesi visiterò e se mi piacerà quella parte di Asia ma, ad ogni modo, sono elettrizzata e allo stesso un po’ impaurita.

Dopo dieci giorni passati a Perth a dividermi tra la noia, la stucchevolezza delle città o paesoni australiani che, dopo un anno, ormai mi dicono poco e niente, e l’impossibilità di fare davvero qualche cosa di interessante a Perth senza spendere troppi soldi; stasera ho impacchettato la mia roba, ho cercato di preparare il mio zaino il più strategicamente possibile, ho abbandonato alcuni oggetti e vestiti che tanto non mi serviranno più e che ormai sono ridotti e all’osso e, adesso, non rimane che l’attesa. La lunga, snervante e noiosa attesa.

Insomma, domani sera finisce questa avventura australiana e devo dire che mi sento un po’ nostalgica.

Ascolto la colonna sonora di Into The Wild e viaggio un po’ con la fantasia e un po’ con la memoria. Ripenso al giorno in cui sono arrivata a Sydney, la prima settimana che ho passato in furgone percorrendo, quasi in slow motion, la East Cost fino alle famose Byron Bay, Surfers Paradise e Brisbane e – ovviamente – il mese passato in furgone con due amiche: tre ragazze, un furgone verde fosforescente, colonne sonore ascoltate fino alla nausea e il colore azzurro del cielo australiano che si fondeva con il riverbero del sole sulla terra rossa australiana. Quella terra la porto ancora sulle mie scarpe e calze bianche. Ho provato a lavarla via ma l’acqua ferruginosa dell’outback non ha fatto altro che peggiorare le macchie e fissare quell’alone rosso sangue sbiadito che, adesso, guardo con affetto.

L’Australia è stata per me una scoperta, una rivelazione. Quest’anno, con le sue frustrazioni e infinite gioie, mi ha dato tantissimo ma adesso ho necessità di voltare pagina. La mia curiosità sta urlando e vuole essere nutrita. Ho voglia di immergermi in un’altra cultura, sentire il sapore dei cibi orientali, perdermi in luoghi affollati, riposare dove troverò quiete e scottarmi i piedi sulle spiagge della Malesia, della Tailandia o del Vietnam.

In questi giorni ho cercato di fare più ricerche possibili per il mio viaggio in Sud Est Asiatico: ho chiesto consigli a chi prima di me c’è già stato, ho letto forum, blog, siti web di ogni genere, ho fatto ricerche su cosa portare con me, che posti visitare, cosa non fare assolutamente, cosa mangiare, che mezzi di trasporto utilizzare, quando e come richiedere il visto turistico bla bla bla…


…ma adesso è giunto il momento di spegnere il cervello, darmi a una buona lettura in attesa del volo e lasciarmi andare perché, sono sicura, che sarà il viaggio a penetrare dentro di me e, se sarò fortunata, anche questa volta lascerà un’altra di quelle adorabili macchie sui miei vestiti e mi farà commuovere quando guarderò un calzino.

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