Australia: niente cibo nelle biblioteche ma birra a fiumi

Dopo quasi un anno, devo dire che l’Australia mi mette ancora di fronte alla domanda dubbiosa che spesso mi pongo: “Mi piace l’Australia?“.

Sinceramente, credo che questo paese sia per me il compendio di amore e odio, l’esatta definizione di qualche cosa che a volte ti fa innamorare all’istante e, con la stessa velocità, ti riempie di rabbia e frustrazione. Tantissime cose e, soprattutto, persone mi hanno fatto amare questo paese ma, ogni giorno, davanti ai miei occhi, si presenta sempre qualcosa o qualcuno pronto a farmi cambiare idea o a indurmi a pensare che l’Australia è un paese di controsensi.

Oggi (forse) l’ultimo esempio.

Mi trovavo in una biblioteca pubblica per utilizzare il collegamento ad Internet e starmene tranquilla a lavorare un po’ e – volendo spendere la mia giornata fuori casa – ho portato con me un tupperware con il mio pranzo. Non so perché non l’ho lasciato dentro il mio zaino, l’ho posato sul tavolo e ho cominciato a farmi i fatti miei. Dopo circa un’ora, la sicurezza della biblioteca mi si è avvicinata e ha esordito con un: “Quel tupperware, ai miei occhi, è cibo. È così?”. Ovviamente ho risposto di sì e sono stata invitata a portare il mio cibo al di fuori del piano in cui mi trovavo o a consumarlo al di fuori dell’edificio. Nulla è valso a spiegare che non l’avrei mangiato all’interno della biblioteca o che comunque poteva stare nel mio zaino indisturbato fin da subito e la guardia non se ne sarebbe mai accorta. Niente da fare, ho dovuto prendere tutti i miei averi e depositare il mio cibo all’interno degli appositi “locker” (armadietti fortunatamente ad uso gratuito) della biblioteca per poi ritornare a sedermi esattamente dove mi trovavo cinque minuti prima. 

A questo punto due riflessioni

In questi paesi vige la regola del “occhio non vede cuore non duole” e chi ha stabilito le regole non fa altro che perpetrare questa ipocrisia dilagante. Se non avessi mai messo in bella vista il mio tupperware nessuno si sarebbe accordo che portavo con me del cibo e avrei persino potuto consumarlo all’interno dell’edificio senza essere scoperta. 

Secondo, l’Australia si conferma sempre di più per avere riguardo per l’apparenza piuttosto che per le cose di effettiva importanza. Non puoi portare cibo all’interno delle biblioteche ma puoi ubriacarti senza ritegno negli Hotel e nei Pub stracolmi di ubriaconi dalle undici del mattino fino all’una di notte. Tutto il divertimento australiano gira intorno all’alcol e al consumo massivo di esso. A poco contano i vari “security guys” che non dovrebbero farti entrare nei locali se in evidente stato di ebrezza o allontanarti se diventi potenzialmente pericoloso per stesso o per gli altri. Comprare alcol a prezzi scontati, sfruttare happy hour in cui gli shots costano un paio di dollari o partecipare a giochi in cui il premio è sempre una caraffa di birra o un cocktail scadente è un must in Australia. Qui non si beve per il piacere di farlo o di stare in compagnia, si beve per ubriacarsi e non importa se quello che si beve è scadente, basta che sia alcol liquido.

Insomma, niente cibo, seppur sigillato, nelle biblioteche ma ubriachi per le strade, nei ristoranti o nei pub a qualunque ora sì.

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