La salute del viaggiatore: mai fermarsi

A volte, quando si viaggia, per i motivi più disparati, capita di doversi o volersi fermare, concedersi un piccolo pit stop per recuperare le energie o anche solo dedicarsi alla propria attività finanziaria, sempre che se ne abbia una. È quest’ultimo il mio caso e quindi, dopo due mesi passati a girare come una trottola tra Australia e Nuova Zelanda, mi sono concessa una decina di giorni di pausa a Perth.

Ad ogni modo, viaggiare per brevi o lunghi periodi e poi fermarsi di colpo, anche solo per una settimana o una decina di giorni, può giocare brutti scherzi.

Il primo: ingrasserete a dismisura. Non essendoci più l’eccitazione per il movimento o la voglia di mantenersi dinamici per via della volontà di vedere, scoprire, visitare e conoscere, non vi resterà che sopperire a questa particolare “noia” bevendo e mangiando tutto il giorno. Non scherzo, mangerete e berrete ad ogni ora. Ci sarà sempre tempo per provare “quel dolcetto tipico”, bere “quella birra artigianale” o abbandonarvi a lunghe preparazioni culinarie in cucine d’ostelli o appartamenti in affitto. La scusa che più utilizzerete verso voi stessi è: “Finalmente posso mangiare un po’ di cibo sano e abbandonare il cibo precotto da sopravvivenza in ostello”. Reggerà il primo giorno in cui mangerete riso e verdure. Il secondo giorno, quando comprerete cioccolata e patatine fritte, capirete che è una strada senza ritorno.

Il secondo: vi sembrerà di stare sprecando il vostro tempo e allora sopraggiungeranno i dubbi. E, soprattutto, comincerete a sbirciare cosa fanno i vostri amici/colleghi/parenti oltre oceano e allora vi sembrerà di essere rimasti indietro di dieci anni o che la vostra vita si sia davvero fermata in un limbo. Vi basterà aprire la vostra pagina di Facebook per incappare in felicitazioni di matrimonio, cartoline virtuali per nascituri ed estemporanee chat con amici di vecchia data che vi assilleranno con i tipici: “Ma lo sai che…?”.

Niente paura, entrambe queste piaghe del pit stop del viaggiatore sono facilmente risolvibili.

La prima: controllate il vostro conto in banca, vi basterà per capire che non c’è spazio per le leccornie ma solo per la sopravvivenza. Meno mangiare più lavorare.

La seconda: chiudete Facebook e mettetevi a leggere/lavorare o abbandonatevi a lunghe passeggiate senza meta.

Viaggiare stanca, cambiare ogni giorno camera d’ostello e città è uno stress mentale che qualunque viaggiatore mette in conto prima di partire ma che solo durante il viaggio percepisce come reale. Quando vi sembrerà di essere in vacanza mentre tutti stanno “realmente” facendo qualche cosa sappiate accettarlo perché, in un certo senso, è così e non c’è niente di male.

Viaggiare è un investimento per voi stessi e, se proprio vi sembrerà di stare sprecando il vostro tempo, cercate di vederla così: state frequentando un corso professionale di conoscenza dell’ignoto e il viaggio è lo stage formativo.

Finché state ancora studiando nessuno potrà dirvi che non state facendo niente, gli studenti sono protetti dall’immunità del giudizio.

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