Un anno di working holiday visa in Australia

Sempre di più sono i giovani italiani ma anche europei (e non solo) che decidono di partire per l’Australia con il visto vacanza-lavoro e passare un anno, a volte due, o anche solo qualche mese in questa isola nel bel mezzo dell’Oceano e lontana chilometri e chilometri da casa propria.

Io sono partita quasi un anno fa e mi accingo a passare gli ultimi nove giorni concessi dal mio visto working holiday a Perth, città sulla costa ovest dell’Australia.

In questi quasi dodici mesi ho lavorato a Sydney e a Brisbane, ho viaggiato un mese e mezzo per l’Australiaun mese per la Nuova Zelanda, a breve mi recherò in Sud Est Asiatico, e, oggi, mi sento in vena di bilanci.

L’Australia è una terra strana, popolata da un miscuglio di razze e, soprattutto, da viaggiatori, nomadi erranti, siano essi stranieri o australiani “nativi”. La mia esperienza non è stata facile in questa parte di mondo; quando arrivai a Sydney ero spaventata e preoccupata perché la vita in Australia è cara e, se non arrivi qua con una sorta di paracadute monetario, puoi passare momenti di fortissima frustrazione. In secondo luogo, se non sai l’inglese, sarà difficile trovare un lavoro, qualunque esso sia, oppure sarai costretto a rivolgerti ai tuoi stessi connazionali i quali, molte volte (ahimè), cadranno nella tentazione di “sfruttare” il tuo lavoro rendendo assolutamente improduttivo il tuo sforzo di esserti recato in questa parte di mondo.

Insomma, l’Australia non è (e non sarà mai) la terra di bengodi, un paradiso, un posto dove tutto è facile o una pacchia continua. In Australia non è vero che tutto è più facile e non è vero che per trovare lavoro è sufficiente un giorno o al massimo due.

È però vero che, quando trovi lavoro, anche “poco qualificato” (cameriere/a, lavapiatti, cleaner, muratore, etc.), avrai uno stipendio sufficiente a permetterti di vivere tranquillamente, concederti qualche svago e persino mettere da parte un gruzzoletto per viaggiare. Inoltre, se ti dimostrerai capace ed avrai la fortuna di trovare un manager all’altezza del suo nome, riceverai gratificazioni, soddisfazioni personali ed economiche e persino una formazione gratuita in un settore che, probabilmente, non avevi mai considerato.

Io ho lavorato come cameriera in un Caffè nel centro città di Sydney. Ho impiegato meno di una settimana per trovare il mio primo lavoro e, dopo una decina di giorni dal primo contatto con il mio datore di lavoro, ho ottenuto un periodo di prova che ha fatto sì che venissi assunta come cameriera a 14 dollari l’ora. All’inizio lavoravo meno di cinque ore al giorno e cinque giorni a settimana, questo significava che potevo sì e no coprire le spese vive della mia permanenza a Sydney. Ho passato momenti duri, ho fatto moltissimi errori a lavoro, non ho capito il 50% di quello che i clienti mi chiedevano e ho dovuto imparare lessico specifico e abitudini gastronomiche in pochi giorni ma, grazie a un po’ di fortuna e determinazione, dopo circa un mese e mezzo di lavoro ricevevo un aumento di due dollari l’ora e persino alcune responsabilità in più. Dopo due mesi di lavoro, guadagnavo 18 dollari l’ora più mance, mi occupavo degli ordini di rifornimento del bar (cibo, bevande e packaging), gestivo le prenotazioni e mi occupavo dell’inserimento di nuovi prodotti all’interno del locale. In quasi cinque mesi di lavoro e vita a Sydney ho imparato un mestiere, ho migliorato il mio inglese che era quasi a livello zero e appreso come vivere in una metropoli australiana. Durante i primi mesi australiani ho anche cercato di trovare un impiego nel mio settore lavorativo, comunicazione e giornalismo, ma – dopo le prime porte sbattute in faccia e l’evidenza della mia totale inadeguatezza al mondo del lavoro qualificato australiano – ho lasciato perdere e mi sono gettata sul lavoro come cameriera.

Questo è stato l’inizio, quello che è venuto dopo è stato un trasferimento a Brisbane quando l’inverno stava per sopraggiungere a Sydney, altri due o tre lavori come cameriera in questa città del Queensland e, dopo quasi nove mesi passati a lavorare e a mettere da parte, ho deciso di mollare tutto, noleggiare un furgone con un paio di amiche e viaggiare.

Il viaggio è stata la parte più bella della mia permanenza in Australia, non solo perché, come molti di voi potrebbero pensare, mi ha permesso di “vivere in vacanza”, ma perché mi ha regalato la luce dell’outback, la gentilezza ed apertura degli abitanti di questa terra e la sensazione di vivere il paese in totale libertà, senza scadenze e senza limitazioni.

L’Australia è un paese difficile. Da europei sarà facile sentire spesso la mancanza di quella che chiamiamo “cultura” e che, a mio avviso, altro non è che una sensazione, un feeling particolare che gli europei hanno con le loro tradizioni e stile di vita. L’Australia a me ha fatto ingoiare tanti bocconi amari, mi ha fatto odiare l’arroganza e l’ignoranza di questo popolo quando mi si è palesata di fronte agli occhi e la cultura (alle volte) “britannicamente” insipida.

Ad ogni modo, sarei ingiusta se concludessi il post lasciando che queste ultime righe contaminassero completamente quello che è stato il mio anno qua perché, a conti fatti, l’Australia mi ha dato una casa in un momento in cui l’Europa non è all’altezza di fare lo stesso, mi ha dato un lavoro, regalato persone che mi hanno voluto bene fin dal principio e che mi hanno apprezzata, e – infine – si è mostrata ai miei occhi piena di bellezze naturali, paesaggi sconfinati e così luminosi da sembrare dipinti, un mix culturale e un sottobosco aborigeno che, piano piano, è riuscito a risalire a galla e a mostrarsi sotto una luce affascinante e ancestrale.

Qualche giorno fa, ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con una vecchia conoscenza di Sydney incontrata per caso a Melbourne e, alla sua domanda, “Rifaresti quello che hai fatto? Partiresti per venire in Australia nonostante tutti i problemi e le frustrazioni di quest’anno?”, la mia riposta è stata chiara e decisa: “Sì e non ci penserei su due volte. Quest’anno io ho vissuto secondo i miei desideri e l’Australia me lo ha permesso, quanti altri paesi potrebbero fare lo stesso?”.


Non esiste un paese perfetto e l’Australia non è né un mito né un sogno ma sarà sicuramente tutto quello che starete veramente cercando se avrete la pazienza di ascoltarvi e ascoltarlo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.