Backpackerismo, alias "vivere troppo a lungo negli ostelli"

Nel mio peregrinare per ostelli tra Australia e Nuova Zelanda, ho dormito in tanti tipi di letti (comodi, freddi, cigolanti, senza lenzuola o coperte, senza cuscini, a castello fino a quattro piani o di plastica) all’interno di stanze grandi, grandissime, piccole, minuscole o soffocanti. Ho cucinato senza posate, ho imparato a utilizzare il forno a microonde non solo per riscaldare o scongelare i cibi e ho capito che ottimizzare il più possibile il numero di piatti, tazze e forchette mentre cucino mi sarebbe tornato molto utile, molto più di quando ero un’adolescente, frequentavo gli scout ed ero solita preparare i miei pasti su cucine rudimentali e alimentate a legna.

Insomma, sono in viaggio da più di due mesi e, da più di uno, dormo ogni due notti, a volte anche meno, in ostelli diversi tra di loro ma che, nonostante le loro differenze, mi rivelano ogni volta personaggi curiosi e, alle volte, persino inquietanti

Al di là dello stereotipo del viaggiatore backpacker di diverse nazionalità (tante sono le caratteristiche che identificano la provenienza dei backpackers), ci sono alcuni personaggi che non mancano mai e che, ogni volta, mi fanno sorridere e rimanere sgomenta allo stesso tempo.

Tra i tipici soggetti da ostello annoveriamo:

1. Il “chiacchierone”. La malattia di questo backpacker è la socialità di cui non può proprio fare a meno. Normalmente viaggia solo ma, evidentemente, non ha la capacità di vivere della sua solitudine perché ogni volta che può attaccare la cosidetta “pezza” lo fa senza ritegno, a qualunque ora, in qualunque situazione e rivolgendo sempre le stesse domande. Non è raro vedere “il chiacchierone” parlare da solo, specialmente nelle cucine o nelle sale comuni degli ostelli, nella speranza caparbia di trovare qualcuno che, per sua fortuna o disgrazia, gli risponda dando adito alle conversazioni più folli che la vostra mente potrà mai assimilare. 

2. La“larva”. Questi backpacker, contrariamente agli strabordanti “chiacchieroni”, sono i fantasmi degli ostelli. Non sarà raro trovarli ventiquattro ore su ventiquattro stesi nel loro letto con un computer o uno smartphone tra le mani ed intenti a guardare film, chattare o a fare solodiosacosa. Il massimo movimento che la “larva” compie è quello di alzarsi dal letto per recarsi al bagno o per pescare dal proprio zaino confezioni di cracker, merendine o cereali che potrà sgranocchiare durante tutto il giorno comodamente sul suo letto.   

3. Il “mono dieta”. Se non fosse per la scelta della sua dieta alimentare, il “mono dieta” sarebbe un soggetto pressoché “normale”. La sua unica pecca è quella di cibarsi di una unica cosa: noodles. Precotti, al pollo, stile cinese o melesiano, con verdure o piccanti, non importa che sapore hanno, basta che siano noodles e che il loro prezzo sia compreso tra i 90 centesimi e 1.50 dollari e che siano cucinabili in un lasso di tempo minore ai cinque minuti. Il “mono dieta” non ha orari, i noodles sono perfetti a colazione come a mezzanotte. 

4. L'”ubriacone”. Questo soggetto si spiega da solo. L'”ubriacone” – peccando un po’ di razzismo – è normalmente di nazionalità anglosassone, irlandese o tedesca e, oltre ad essere il primo a cominciare a bere e l’ultimo a smettere, è anche il responsabile delle vostre migliori sbronze in ostello come anche delle vostre peggiori nottate quando cercherete di dormire perché il giorno dopo avete un aereo, un treno, un bus o un tour prenotato alle 7 del mattimo. L'”ubriacone” non ha orari e pretende che nemmeno gli altri ne abbiano perché “Come oooooooon, let’s do party!”.

5. Il “vegliardo”. Ogni volta che entrate in ostello e, oltre alla popolazione di maggioranza giovanile, notate la/il signora/e di mezza età e decisamente fuori luogo, vi chiederete sempre se colei/ui lavora nell’ostello ma, la maggior parte delle volte, la risposta è no. Il “vegliardo” a volte è un viaggiatore itinerante proprio come voi mentre altre volte è quel soggetto che vive nell’ostello da non si sa mai quanto e, ovviamente, non si sa bene cosa faccia nella vita. Normalmente è depositario/a di una saggezza particolare, se avete bisogno di dritte sull’ostello chiedete al “vegliardo”.

6. Il “cinefilo”. Esattamente come la “larva”, il “cinefilo” trascorre la sua giornata monopolizzando il telecomando delle televisioni degli ostelli e prendendo in prestito una quantità sconsiderata di DVD. La sua dieta è a base di cereali e latte e difficilmente dorme in un letto, piuttosto dorme direttamente sul divano per non perdere il possesso del bramato telecomando. In giorni di pioggia potrebbe essere il vostro migliore amico quindi non snobbatelo troppo. 

7. Il “puntolasvegliamanonlasento”. Padroni delle suonerie più improbabili, questi backpackers saranno sicuramente i responsabili di una vostra levataccia nell’unico giorno in cui avete deciso di dormire un po’ di più perché “tanto piove, non c’è niente da fare in città o ieri sera ho preso una sbronza clamorosa” e, ovviamente, sveglieranno tutti gli inquilini della stanza meno loro stessi. 

8. Il “non ce la può fare”. Questo tipo di viaggiatore è quello totalmente imbranato o completamente menefreghista. È colui che “non ce la potrà mai fare” perché bloccato davanti a: porte apribili tramite tessere magnetiche, un distributore di merendine, asciugatrici e lavatrici o, peggio ancora, un tostapane; oppure è il soggetto anarchico che “non ce la potrà mai fare” a lavare i piatti, buttare le lattine di birra nella raccolta differenziata o spegnere le luci quando espressamente scritto. Odierete sia l’uno che l’altro.

9. Il “cleptomane”. È il responsabile di tutte le cose che perderete o che scompariranno durante il vostro viaggio. Indumenti, cibo, libri, chiavi, sigarette, accendini, birre, auricolari, etc. Questo “backpacker landruncolo” esiste ed è ancora in circolazione, diffidate da lui se avrete occasione di vederlo perché è pericoloso.  

10. Il “il tuo letto è il mio stendipanni”. La maggior parte delle volte, il “il tuo letto è il mio stendipanni” si è installato nella camera prima di voi e quindi è convinto di possedere il diritto di utilizzare il vostro letto come suo armadio privato o, ancora peggio, come stendipanni. Sarà quindi colui che appenderà costantemente ad asciugare il suo telo da doccia al vostro letto o che appoggerà magliette, oggetti e cibo sul vostro letto o per terra impedendovi di avere uno spazio privato o di camminare liberamente per la camera. Chiederà continuamente scusa ma non cambierà mai il suo atteggiamento. Esattamente come il “non ce la può fare” è odiato, sempre.  

E, ultimo ma non meno importante, 

11. La “coppia di backpackers”. Potete immaginarlo da soli. La “coppia di backpackers” vive in simbiosi e, nonostante i letti siano spesso singoli e a castello, “la coppia” decide comunque di dormire nello stesso letto causando cigolii non desiderati e lasciandosi spesso andare a effusioni che vi faranno desiderare di avere i tappi per le orecchie più funzionali del mondo. Ma, dopo tutto, “all you need is love”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.